Social network - personal relationships
antonio gariboli
241 poesie pubblicate
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Così, innominati,
ci hanno confinato in un ghetto mentale
di abiezione e viltà morale
edificio di visionarie immagini,
mondo futuro,
dove giovani e vecchi bevono
la sua paranoia cosmica e metafisica.
Immersi in un mare di parole
afone, fredde,
a volte opprimenti,
a volte nauseanti,
da bar o da marciapiede,
scritte meccanicamente
dietro maschere stucchevoli,
a volte pietose, amorevoli,
ingrate o malvagie,
battute di notte quando...
il brillare degli occhi
non è dovuto alle lacrime!
Giovani e vecchi
sepolti vivi dentro la loro memoria
dove amori adolescenziali,
rabbie esistenziali,
fluttuano nelle fumate colossali di hashish
fino a rimanere rincoglioniti,
vagabondi, irrequieti,
per finire poi illuminati da un...
patetico “mi piace”...
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L'autore
antonio gariboli
Commenti (2)
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Azar Rudif26 luglio 2014
Bella la domanda e bella la risposta in versi. Scendendo nel particolare, mi domando anche dove sono finiti i giovani? Dietro un pc o uno smartphone con collegamento a internet, anzi ad un social network. Sono tutti chiusi e ingabbiati là.
Francesco Rossi27 luglio 2014
I giovani oggi non hanno più fiducia in una società che emargina e colpisce duro nell'esistenziale. Difficile lottare quando si è senza lavoro, ricordare sempre che le grandi conquiste sociali si sono avute con le lotte degli operai occupati. E poi una canna non fa male, ogni tanto ci vuole.


