Ad un vecchio cespuglio di prugne da man violenta ucciso
Oggi vecchio cespuglio di asprigne prugne
non più vivi come un tempo festante nel parco
cittadino, man cattiva bruta disonesta alquanto
un dì ti tolse così per suo capriccio con ratto
taglio netto. Il perché ora chiedo a quel vigliacco
sconosciuto: che male ti faceva qual offesa poi
ti recava in quel viver lì tranquillo oh vile maramaldo?
Così vecchio cespuglio di prugne da man violenta ucciso
di te voglio parlare di te questo a tutti ricordare sì
ancor ricordo d’inverno le innevate bianco cristal
tue larghe e giù pendenti brocche il lento tuo risveglio
all’inizio della primavera quei bianco perla fiori
principio e segnal allegro per la calda stagion
di tondi giallo- verdi e amabil frutti qual doni offerti
alla sete del povero mendico e de le badanti ucraine
gioiose in quell’atto del distacco, dal vento poi
spogliato ti avviavi al riposante d’autunno sonno.
Vuoto oggi allo sguardo quel tuo un dì amico ospital
prato e così oggi caro arbusto vivi sol nel ricordo mio.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
Commenti (1)
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Eolo28 gennaio 2018
Dedica struggente verso la linfa vitale di un cespuglio retaggio antico del nostro sentire. Testo tanto commovente a dare significato all’umilta dell’uomo verso la natura.
