"Un'estate già morta"
Stefano Drakul Canepa
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Non scriverò di qualche amore
né di pallide risposte
date dalla notte alle sue lune
che ancora attendono un perdono
Perché voi non potete sapere
del vento freddo disegnato all'alba
da qualche fiume di confine
ancora pieno del suo cuore
Non racconterò di qualche bacio
dischiuso, solo immaginato
a mietere dolore sulle note
di qualche melodia mai violata
Quasi fosse una nuvola
appena soffiata via col calore
di un'estate già morta di dispetto
o di rimpianto per le cose
Non saprete mai di quel colore
Un'aurora vuota, senza più sole.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Catia Dinoni1 agosto 2014
No, non sapremo mai cosa arde dentro un cuore che ondeggia tra terra e cielo nel sogno che si trova giusto a metà, rinchiuso in una bolla di sapone, e del timore che solo a sfiorarlo svanisca liquido, come una calda lacrima. Splendida Poesia, scritta con l'anima in subbuglio, complimenti.

