Il giardino passato e presente
Pasquale Lettieri
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Nel giardino sommerso dentro di me,
l’albero dell’impronte primaria
concepì poche nespole.
In Compenso, le arance belle rosse,
alcune, pallide e poco colorate, meravigliavano i miei occhi
come i visi cerei e truccati di fanciulle cinesi.
Somigliavano al sole le piccole sfere di mandarino.
Bilanciavano con il colore e l’odore
la perdita del poco giallo arrugginito delle
nespole immature.
Le ciliegie ridevano di rosso quando le guardavo,
mi prendevano in giro;
mi regalavano dentro, colore e allegria.
Il profumo dei limoni insieme alla calda luce del loro corpo,
infiammavano i miei sogni.
La pesca gialla mostrava i denti
nascondendosi tra i rami dai lunghi capelli.
Il basilico mostrava il verde del sorriso attraverso le sue foglie verdi.
Ringraziava a tutti, se annaffiato col colore dell'acqua bianca.
Il prezzemolo rideva al solletico del vento caldo.
Nel giardino dei ricordi, le foglie volavano via in quel tempo,
senza alcun rumore, leggere, ascendevano al cielo.
Raggiungevano il celeste tetto con l’aiuto di folate di vento.
Ricordo gli alberi di mandarino ...
I frutti, piccoli soli dipinti.
Stavano appesi a foglie verdi che illuminavano la scena.
Con le mani mentre scrivo, stringo, stringevo fortemente ...
Grate appuntite come lance che delimitavano il giardino.
Il guardiano era un brigadiere,
rincorreva con passo veloce i ragazzi curiosi che ammiravono la scena.
Voleva impedire a tutti di sognare.
Io, stavo tra questi.
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L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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