Concertox
Nel silenzio
che brucia i respiri
in prima fila
ristagnano luci
sui volti di cera
Il tenore
ha un piede su un trespolo
e caccia un dito di bocca
per misurare il calore del pubblico
poi parte col canto
...vulcano è l'anima
all'improvviso si desta
può uccidere e dare spettacolo
Il maestro
elettrizza l'orchestra
s'arresta
vibra la bacchetta
trafitta dalle mire dei nasi
tremano poche mascelle sui visi
non il tuo signora
con la faccia di pietra
con l'anima muta
che nel sogno di avere
la tua calda pelliccia
di visone ignorò del tutto
anche quel tremolio e urlo di morte
di carne viva scuoiata
e mai scalfì e perturbò
il tuo muscolo a pugno
che porti nel petto
figuriamoci se solo può
percepire semplici suoni
all'aria vaganti
casomai imbalsamerai alla vanità
la tua faccia di troia
e alle ricorrenze
sciolto alla catena dei nervi
donerai una sfilata di denti
chiamata dai popolani
............sorriso...............
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Commenti (3)
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M
Mauro Zappi23 novembre 2005
Accidenti... proprio al... vetriolo... Però bella la prosa... ed anche il messaggio... Mauro
F
Francesco Maria26 novembre 2005
Ho ricordato una l'inizio di una serata al Teatro Regio di Torino Bravo
Fratello6 febbraio 2007
ne ho tante da leggere.. dalla prima che scrivesti, a quanto pare avevi già preso uno stile ben definito. Trovo pericolosamente fluido il punto centrale, un gorgo dal quale non si può uscire se non stampandosi in mente il finale: una meravigliosa operazione chirurgica per cuori morenti.»
