"Lacrime di Caravaggio"
Stefano Drakul Canepa
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La luce non voleva più morire
se non per il gioco dei mattini
quando il vento soffiava lento
e l'orizzonte ritmava gocce cieche
Le notti allora passavano veloci
ed il deserto del mare era buio,
incapace di catturare le lacrime
di un Caravaggio in cerca di sole
La sabbia non voleva più vivere
in quei soffi di gemma percossa
fra la pelle ed il ramo di corda
che solo la luna aveva dimenticato
E poi abbandonato per sempre
come pioggia che nel gesto d'agosto
rende al cielo il suo rituale
di giuramento e di dannazione
Per le ultime stelle d'estate.
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Stefano Drakul Canepa
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