Tu e la bambola

Negli occhi tuoi
terrore, dolore,
sconfinati,
anima pura
il tuo visino,
devastato dalla paura.
Non comprendi
distruzione e odio.
Forse sono morti
i tuoi genitori,
e tu, piccolo Angelo,
la tua bambola
proteggi
gli occhi, le chiudi
alle brutture del mondo,
forse, la ninna nanna,
per lei canti.
Spietata, un’ombra
il tuo cuore squarcia,
corri, inciampi,
rotoli, dove vai?
Senza colpa,
piccola donna
cresciuta troppo in fretta,
scuotere vorrei
il velo d’ombra
e lacrime di dolore
dalle tue ciglia,
dalle mie, dal cuore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Agnese Giallongo
Giallongo Francesca Agnese è nata a Milano, è vissuta in collegio frequentando fino alla 5 elementare. All'età di 16 anni si trasferisce in Germania dove lavora si sposa, ha 3 figli ed è nonna di 5 nipotini. Da 12 anni si è trasferita in Sicilia in una località sul mare e lì è nato il suo amore per la natura .
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!