"Il falso padrone"
Stefano Drakul Canepa
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Il falso signore che dipingeva
il buio delle stanze tue
prima che venisse notte
e la tenebra regnasse ovunque
Non aveva mai una parola
e nemmeno il gesto di una sera
per dimenticare il male
o le poche vie della cancrena
Qualche carezza per disperare
e poi il respiro di un veleno
fino alla prossima alba
fino al conflitto della speranza
Non aveva mai una certezza
e nemmeno il sogno di una pena
per il dolore evocato
dalla tante gocce senza pioggia
Il falso padrone che disprezzava.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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G Mirra16 agosto 2014
L'ho letta e riletta più volte, ed ogni volta, il fascino evocato dalle parole spingeva i versi come fossero dei cerchi concentrici. Uno stile molto particolare il Tuo. La tenebra avvolge le metafore per poi farle spuntare più brillanti e preziose. Bravo, complimenti...

