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Riflessioni 17 agosto 2014 · lettura 1 min · 1809 letture

"Il giardino"

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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Quando il giardino sarà chiuso la luce non potrà ferire la pelle e le altre cose fragili che il sole non può più negare Forse qualche fiore brucerà ed il seme che ho sparso al buio tremerà ancora una risposta per poi morire di un altro male Che la sera conserva per il cielo e per le sue paure di seta tessuta nelle lune più silenziose mentre il vento accarezza il fiume Quando il cancello sarà maledetto nessuno più varcherà il confine ed il passaggio vivrà ancora per chi resta al di qua del cuore Od oltre le promesse della notte.
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Immagine: The Flight by Dax2610

L'autore
Stefano Drakul Canepa
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Commenti (1)

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Giorgia Spurio18 agosto 2014

immagini e musica incorniciano la poesia magnificamente. poesia elegante e gotica, introspettiva e immaginifica, allucinante e ipnotica. la personificazione della luce, è qualcosa che mi cattura, questa luce che non può ferire né pelle né altre cose fragili come lei, come la luce stessa o la pelle. eppure proprio per la sua natura questa luce forse può ferire ancora di più... tanto che il fiore brucerà e il seme nel buio, quel seme che può generare nuova vita, muore. "paure di seta" accompagnano la sera che concerva il male. "Il cancello" è la porta dell'aldilà? o è la porta del male? o è solo la porta del nostro inconscio, quando dobbiamo fare i conti con noi stessi, con i nostri sentimenti, le nostre promesse?