"Il giardino"
Stefano Drakul Canepa
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Quando il giardino sarà chiuso
la luce non potrà ferire
la pelle e le altre cose fragili
che il sole non può più negare
Forse qualche fiore brucerà
ed il seme che ho sparso al buio
tremerà ancora una risposta
per poi morire di un altro male
Che la sera conserva per il cielo
e per le sue paure di seta
tessuta nelle lune più silenziose
mentre il vento accarezza il fiume
Quando il cancello sarà maledetto
nessuno più varcherà il confine
ed il passaggio vivrà ancora
per chi resta al di qua del cuore
Od oltre le promesse della notte.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Giorgia Spurio18 agosto 2014
immagini e musica incorniciano la poesia magnificamente. poesia elegante e gotica, introspettiva e immaginifica, allucinante e ipnotica. la personificazione della luce, è qualcosa che mi cattura, questa luce che non può ferire né pelle né altre cose fragili come lei, come la luce stessa o la pelle. eppure proprio per la sua natura questa luce forse può ferire ancora di più... tanto che il fiore brucerà e il seme nel buio, quel seme che può generare nuova vita, muore. "paure di seta" accompagnano la sera che concerva il male. "Il cancello" è la porta dell'aldilà? o è la porta del male? o è solo la porta del nostro inconscio, quando dobbiamo fare i conti con noi stessi, con i nostri sentimenti, le nostre promesse?

