Memorie olandesi
Giuseppe Fulco
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“Da quanto non ti lavi?
Fatti un bagno nelle azzurre vette dei sogni!”
Così mi svegliò una mattina il sole coi suoi focolai
arricciati sulla finestra scurita dai legni.
Andai quindi ad infrangere i miei tentennamenti
lungo sentieri fangosi e cime di grano
che s’ inerpicavano sui tizzoni ardenti
delle mie ceneri abbandonate; fin sui campi di tulipano.
Lì conobbi mille profumi di mille donne
ed inciampai sovente tra le loro cosce
con la passione ch’ empiva le vene
e l’ardore che rendeva folli le cose.
E ad ogni notte l’ombra m’ invitava
a cogliere tra gli stretti selciati
ogni vizio che dalla città fioriva
ed i barcollanti silenzi nei canali ammainati.
Così mi persi ancor prima della luna
e mi parve il loto un sublime ricordo.
Accecato dai lampioni entrai in una nuvola
negando ai miei patti materni il ritorno.
Ma, come ogni cuore svezzato a dovere,
e con amore asfissiante che il più bel ciel procura,
feci ritorno ed il sole mi chiese:
“Ti sei lavato? Bene, è ora della tortura!”
©
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L'autore
Giuseppe Fulco
Nasco il 27/02/1980 a Reggio Calabria. Trascorro i primi anni di vita con mia madre e mia sorella. Anni interrotti da brevi incontri con mio padre che per motivi di lavoro si trasferì in provincia di Cuneo pochi mesi dopo la mia nascita. All' età di cinque anni mi trasferìì definitivamente con tutta la famiglia nella
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