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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Massimiliano Moresco
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Sociale 20 agosto 2014 · lettura 1 min · 1877 letture

Ci libereremo

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Un rullio di tamburi battenti saranno i nostri passi lucenti affilati come falce che tuona. Oblieremo il vociare dei teleutenti che l'informazione festante ci dona tra armature serrate e cervelli spenti. Ammaineremo così l'odioso vessillo che sventola con le sue chele a ghermire l'italiano vassallo. Il nostro grido farà deflagrare le finestre del palazzo grigio ed ogni urlo rimarrà scolpito nella genesi della nuova era. Saremo mai più cittadini passivi ma fratelli, moltitudini di rivoli e poi ruscelli a confluire nel mare della nostra sovranità.
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Contro l'Europa dei tecnocrati...

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (4)

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rita iacobone20 agosto 2014

Quanta rabbia repressa dentro emerge da questi versi, quanto asservimento di troppi, impotenza nata dalla convinzione che nulla si può fare. Tu poeta stai tentando una riscossa interiore con efficace poesia che a volte può scuotere più dei discorsi. Sono sulla tua stessa linea di pensiero e questo composizione mi piace molto .

Antonella1720 agosto 2014

Il popolo ha fame... purtroppo troppe volte nella storia è già successo tutto questo con sovente epiloghi tremendi come la guerra. Speriamo di trovare altre soluzioni prima di arrivare a questo. Lirica vera... molto apprezzata

Grazia La Gatta20 agosto 2014

Anch'io sono sulla tua stessa linea di pensiero e, a volte, sento tanta rabbia dentro al cuore. Abbiamo l'arma della poesia e con questa speriamo di risvegliare coscienze e animare spiriti a far funzionare una macchina ormai malconcia. Molto apprezzata, bravo al poeta.

Azar Rudif20 agosto 2014

La sovranità di un popolo e la sua identità si attuano nell'abolizione in primis della globalizzazione, poi di un'economia basata sul prestito di soldi fasulli. Ultimo passo la modifica radicale del sistema finanziario in mano a pochi che stampano soldi a loro piacimento. La finanza è solo una convenzione della società umana e può essere modificata, ma non conviene a tecnocrati e banchieri. Condivisi versi di denuncia, ma quanti sono disposti a urlare senza dover aspettare la fame dei popoli?