Turbine
Nicolina Macari
377 poesie pubblicate
+ Segui

So che mi accarezzi mio sole
con la tua raggiera
ma ora le mani sono spilli di nebbia
e lo sguardo monumento di fatica
simile ad una stella arrugginita
che nell'intimo spaventa.
Nessuno mi attende
dai miei torbidi solitari
e intanto passeggio nella radice d'anima
e sequestro il fiato
come un manifesto di vertigine
dal cuore diroccato.
Potrei fermarmi adesso
e poi lentamente cadere scalando impossibili ritorni
e tutte le sfumate gradazioni
nella tremenda concretezza
che il mio viaggiare
é in un angolo dalla carretta ferma.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
g
giovanni bagnariol25 agosto 2014
Sentimenti e sensazioni profonde, a volte contrastanti... un viaggio dell'anima (un'anima irrequieta e stanca ma che ancora non si da per vinta) un viaggio quasi allucinante per i "diroccati" meandri del cuore. E alla fine, si ha come la sensazione di un movimento vorticoso che ritorna sempre su se stesso. Molto, brava!!
stefano papa25 agosto 2014
poesia dura nella sua essenza. non lascia via di uscita ad un'anima stanca e disillusa. ma narrata in maniera ferma e in bello stile. apprezzata.

