"Il rimpianto dei miei giorni neri"
Stefano Drakul Canepa
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Trovavo le luci spente
ma il temporale era un gioco caldo
e la casa dei diversi un cielo
che non spegneva mai il silenzio
Cercavo le stanze vuote
e qualche volta ancora un pianto lieve
che limitava i miei percorsi a sogno
verso una notte non vissuta
Lividi i passi mai dimenticati
ed i mattini improvvisi come nubi
prima di una pioggia maledetta
e bestemmiata con l'orgoglio della fretta
Per un addio rimandato
e poi deluso nella gioia del ritorno
quasi fosse una morte
già promessa alle nebbie dell'inverno
Ed al rimpianto dei miei giorni neri.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Antonella Garzonio29 agosto 2014
Ombre e nebbie su un passato che non vuole essere dimenticato. Bel testo complimenti!
Catia Dinoni29 agosto 2014
Per un addio rimandato e poi deluso nella gioia del ritorno quasi fosse una morte già promessa alle nebbie dell'inverno Trovo questa strofa scuota dentro facendo barcollare per l'intensità di come arriva, incastonata in una preziosità di versi, pregni e sciabordanti di rimpianto, scritta per lasciare i lividi... perché i lividi dell'anima hanno guidato la mano... Splendida.


