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Morte 29 agosto 2014 · lettura 3 min · 1193 letture

La Morte e la Luna

V
Valerio Giongo 52 poesie pubblicate
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Vidi la Morte sulla placenta d'una collina essa incuteva in me una sensazione assassina Dissi forte a lei: "Guarda dietro a te come brilla la cangiante Luna mira i suoi raggi, posarsi sulla tua possente duna!" Ella si voltò di getto ed io volai via come il vento tra la terra Vidi la Morte ai seni d'una valle era notte buia notte senza stelle Però una dolce Luna al primo quarto eiaculava ai prati i suoi raggi colorati nella notte tetra come desertici miraggi Dissi si forte a lei: "so che di me tu ti ricordi!" Feci volar via tutti i corvi... "Lasciami entrare per favore nella storia, riguarda la flebil Luna, oh mia Rugiada e nella cinerea sua cancella la tua memoria" Ella si voltò di getto ed io volai via come il glicine d'aprile Chiaro nell'ombra, nelle dita, la proiezione di un piano nella mente, ricordi, ricordi, ricordi... Una vecchia musichetta d'un bambino e la sua dama s'una giostra spenta; mamma bianca, cuor regina mano nella mano sparir nel mare blu Vidi la Morte sui fianchi d'un lago aveva una lunga barba come un vecchio e esperto mago La sua bacchetta era la Luna che aveva sapientemente rubato e con un ghigno agghiacciante mirava lo spacciato Quando dietro ad essa una profonda figura s'inoltrava; rosso come il sangue fresco, cremisi di vita per me brillava Marte "Guarda la Luna" dissi tremolante "L'hai portata via dal cielo e chi la uccise ella ucciderà!" La morte si girò e la Luna rossa la ammazzò. Si dissolse in un nido di rane che ricaddero grasse e grevi in uno stagno Il teschio mi cadde in mano mentre Marte cedeva all'altra Terra la sua vendetta lasciando spazio alla nuova Luna Il teschio mi sorrise ed io non capivo un flebil fiato emise; come un gesso sulla cera cadde foglie a primavera "Tu che con l'inganno m'hai uccisa. Cercando di fuggire dal tuo mondo incantato ora che io mai più ci sarò; tu non sei mai nato!" Un ridere rauco mi rabbrividì i capelli rividi l'immagine della dama e della bambina Ma questa volta da un'altra prospettiva: e vidi che ricaddero nel cielo E fu così che mai più vidi la Morte perché essa entrò in me Nello specchio del cielo scarlatto in un ramo di lago appassito illuminato dal raggio della Luna la Morte mi guardò e solo in cielo potei scappare... ero diventato vecchio. La Morte mi guardò perché io guardai lo specchio.
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