"Lacrime per il mio cielo"
Stefano Drakul Canepa
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Io attendevo
l'ora stretta al vento
e fra le pieghe di quel tempo
solo un respiro, un segno
Era un mattino
e tu con il viso addormentato
al calore evaporato
di un soffio ancora acceso
Foglie appena mosse
e l'abbandono in sogno
che piano svaniva col suo buio,
già nero per l'addio
Io fuggivo
la strada attesa al giorno
con l'ora del ritorno
che ancora tremava pioggia
O lacrime per il mio cielo.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Elena Poldan31 agosto 2014
Atmosfere oniriche e melanconiche in un susseguirsi di immagini che regalano la nebbia di un addio.

