Vorrei (nei corridoi di un ufficio)
Sei al pc
amore
cuore che batte su pixel argentati
come i tuoi riccioli
addormentati
'vorrei'... m'arrossa le labbra
come il succo di nere ciliege
vorrei per tutta la vita
tenerti in un palmo di mano
tenero gnomo
di rose appassite
dove l'aroma sia tutto
versato
in fiocchi di cielo
d'azzurro domato
vorrei passarti le dita
sopra i segni bruciati
di un ora scandita
da carezze e rimpianti
vorrei
ancora vorrei
ma non ho che il visetto
coperto di rughe
un sedere cicciotto
che straripa nei buchi di una sedia da poco
una mente un po tarda
che neanche un assegno
sa alla posta girare
le mani nodose dal troppo spazzare
così non vedi il mio cieco adorare
mentre passi e ripassi
nella fatica del lavorare
il mio 'vorre'i lo strizzo con forza
fra il mocio
nell'acqua ora sporca
e una lacrima dolce
che cade sul marmo.
©
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Commenti (2)
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M
Marina Como11 giugno 2007
bellissima poesia che dipinge una natura appassionata che si coglie anche tra le gelide mura di un ufficio. con questa ti declami sicuramente come poetessa che riesce a cogliere il profondo dell'anima nei piccoli gesti, nel quotidiano, nelle 'piccole' persone. molto ben fatta sia per linguaggio fluente e variato -poetico e struggente all'inizio, e quotidiano prima della chiusa (stupenda immagine) - che per la struttura.
A
Angelosilv11 giugno 2007
dolce e pregnante, mi sembra anche ben strutturata