In morte di mio nonno
Candida e bianca giaceva la salma
un fil di luce lo sfiorava in viso
mostrando un inanimato sorriso,
spento giacea quel corpo senz'alma.
Tal'è 'mprovviso di marzo lo vento
ove lo sole a sì pioggia s'alterna,
così di questa figura paterna
non s'odea più lo fischiettar lento.
Nonno, padre di padre, padre mio,
fuggisti in ciel con ali di colomba
lasciando in silenzio lo corpo freddo
ed io nel tuo silenzio sieddo
mentre ascolti in ciel l'angelica tromba
con la fe' di poter ammirar Dio.
©
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L'autore
Lillovocedalsud
Avete mai visto il cielo stellato, senza luce alcuna fino all'orizzonte? Quando ancora la Luna è sorta? Avete mai accolto qualcuno con un abbraccio? Siete mai stati accolti con un abbraccio? E se questo vostro amico vi confidi il segreto delle stelle? Se sia Egli stesso il principio di quella Armonia? E se questa A
Commenti (2)
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Maria Francesca11 giugno 2007
Versi commoventi, i nonni sono le radici, una grande parte della nostra memoria
Triste11 giugno 2007
Versi molto commoventi... a celebrare il tristissimo evento della perdita dei nonni... figure meravigliose.
