Dove volavano le rondini

Dove il destino accoglie
e l’universo tace
volano
i canti eretici di un dolore acuto
si inabissano in un mare tetro
senza sponda alcuna
dileguando tutto
perfino la paura
inerte
con il respiro buio
l’anima si spegne
lasciando un corpo esanime
mosso a fatica
da fili di ragnatela stanchi
appesi
al nido abbandonato del silenzio
volano via le rondini
o forse chissà
non sono mai tornate
solo la trave resta
dove il nido si dissolve
un vecchio legno
che ancora regge un tetto
in quella casa
abbandonata e vuota.
©
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L'autore
Turan
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