La solitudine nel pozzo
Paola Galli
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Profonda più del fondo
di freddo ancestrale
scivola, nell’umido vischio
appeso al muro senza fine
s’aggrappa, spezzando le unghie
e più si dimena e più cade
avvinghiata su se stessa
un centimetro alla volta
senza fretta.
Non ben definito il fondale
eppur sospinge, in avanti
fa strada, a braccetto conduce
passo lieve senza soluzione,
lungo il selciato oscuro
la solitudine ammanta
battito dopo battito
s’avanza, giù pei gradini
d'un buio cunicolo,
e lascia un sospiro
di tanto in tanto
per lenir la morsa.
©
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L'autore
Paola Galli
Commenti (2)
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Giacomo Scimonelli5 settembre 2014
la solitudine soffoca ma quando lascia oltrepassare per brevi attimi aneliti d' aria è questo il momento per risollevarsi e di lottare per allontanarla... introspezione efficace e toccante
carla composto7 settembre 2014
a volte compagna di vita la solitudine ci opprime, con atto di forza si riesce ad emergere dal buio cunicolo dove trova spazio per poter ramificare... il mio plauso opera molto apprezzata


