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Spirituali 6 settembre 2014 · lettura 1 min · 1589 letture

Le regole del gioco

Massimo Imperato 252 poesie pubblicate
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Figlio di un parto immemore esploro e vagisco ignaro. Prigioniero. Osservo le pareti identiche a se stesse. Un tavolo giace disteso vestito di panno. Verde. Si alternano individui da fumi danzanti scoloriti. Ogni tornata ha la sua storia. Muore, rinasce. Qualcuno rimescola le carte. Guardo gesti rituali ripetersi diversi, cuciti nella testa, alla ricerca di un ago e un filo rosso che li lega. Intanto il ciclo si ripete. Non comprendo. Nel disordine sfoglio il mio tormento. Eppure c'è uno straccio di ragione, un propulsore che spinge il meccanismo. Le leggi supreme assise sotto un velo. Osservo i giocatori il loro guscio, monto paziente la mia impalcatura pronto a ricostruirla con macerie di una ricaduta. Vita dopo vita comprendo le regole del gioco. Esulto come un vincitore. Non resto a disputare un'altra mano. Esco solitario dalla stanza libero di volare in compagnia. Mi era sfuggito un gran particolare: ero e rimango l'unico a giocare. Ho assunto tutte le fisionomie soltanto per trionfare su me stesso.
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Conoscere il significato della vita è come imparare a giocare a carte solo osservando, sbagliando, provando e riprovando.

L'autore
Massimo Imperato

Sono un "ragazzo" di 61 anni nato a Perugia da genitori napoletani, cresciuto vicino Napoli ed oggi residente a Milano. A circa 10 anni ho iniziato ad indagare con crescente curiosità sul significato dell’esistenza. La ricerca e la "coltivazione" della spiritualità mi accompagnano tutti i giorni. Grazie a questo ho

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Commenti (1)

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Alorian7 settembre 2014

Un componimento a mio parere vale quando nell'esperienza personale dell'autore si possono rispecchiare i tanti lettori, anche occasionali. La tua poesia ha questa grande potenza, di metterti a nudo (noto che lo "spogliarsi", come suggerisce un'altra tua poesia, sia un concetto al quale presti molta considerazione), di farti sentire che questa cosa parla non solo a te ma DI te. Le fosche figure che giocano con noi al tavolo della nostra vita in realtà potrebbero rappresentare le scelte, le NOSTRE scelte, giuste o sbagliate che siano, ma NOSTRE. Suggestiva la formula "uno straccio di ragione", rende l'idea della soddisfazione dell'autore nell'aver capito, dopo tanto tribolare, come si può uscire trionfanti e liberi dall'inganno.