Maschere

Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il pe
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Un'implosione di parole e concetti che ascendono al simposio di un'ordinaria follia: occultare l'anima dietro un guscio di carta pesta. Si percepisce tutta "l'instabile disarmonia" dei concetti alla base di questi versi, un crescendo quasi delirante e sconnesso che sfocia in un grido sommesso. Uno scritto davvero molto interessante, sia dal punto di vista dell'intento letterario che da quello formale. Peccato che verso la fine la cadenzata amarezza dei primi versi si dissipa, facendo perdere un po' il senso complessivo dello scritto. In effetti, i primi versi si pongono quasi come "lampi" netti e delineati grazie alla loro brevità che scompare nella seconda parte del componimento, facendone sentire la mancanza.
Piace giocar con le parole a questo autore o autrice. Gioca a rime baciate e si concede alcuni suoni "distonici" che saltano i versi e li piegano al loro suono. Dietro ogni maschera il poeta rimane se stesso, ma la parte più oscura di se emerge nelle maschere. Complimenti

