Il Fallito
Ciarlano le foglie
sospinte dal vento,
rissose incendiano contrasti
pizzicate dalla pioggia.
Un punto variopinto e ben vestito
in una tela verde e marrone,
ammollo e pensieroso
fra i doni del signore.
Vuol essere ricordo delle masse,
è in cerca di moglie e prole,
la sua ombra, poco lontana
contrasta con il sole.
In tal breve tempo,
intona canti da quattro soldi,
chi sincero lo denigra
trova posto fra gli stolti.
Delimitato nello spazio,
purtroppo non nel tempo,
un apostolo che sgomita
alle spalle del verbo.
Zanzare pensierose
si attaccano al soffitto
fissano la luce,
danno le spalle all'abisso.
In tal breve tempo,
strimpella musiche da quattro soldi,
chi sincero lo denigra
trova posto fra gli stolti.
“Non è talento!”
così tutti dicono,
lui ermetico al parere
cerca un gusto empirico.
Ma se il gusto si è perso
morto anni or sono,
a che serve riesumarlo
dargli voce e suono?
Ma lui è ancora lì,
suona e canta,
la platea uno sciame nero
lui una mosca bianca.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!