Ma io non ho paura

Scrivo dolore
perché mi appartiene,
perché lo vivo sulla pelle,
un dolore che ti sfianca
carne della mia carne,
vivo!
Scrivo di quel dolore
che ti svuota e ti riempie,
quello che stringe lo stomaco
e strozza la gola.
Dolore che arresta il passo
e curva la schiena,
che la notte
ti dorme sul petto
e ti tiene sveglia,
con gli occhi socchiusi
persi nel buio.
Scrivo dolore
inabissato nelle viscere
ramificato,
che scorre nel mio sangue
e alimenta le ferite.
Ma io non ho paura
perché è un dolore
che mi fa sentire ancora
viva
nella morte dell'anima.
©
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Commenti (1)
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Francesco Rossi18 settembre 2014
Mi piace sottolineare come l'autrice interpreta in poetica il dolore e la sofferenza che appartiene a ogniuno di noi in una visione che apre all'Universo percettivo.
