La stanza
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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La maniglia d’ottone apre la stanza
le ombre intatte si sono apparecchiate
di presenza- assenza e mani esili
Piccolo il sollievo in un odore
un paio di occhiali, bianche camicie;
grande finché la pioggia bagna -e lava
Poi diventa scura e ispessisce i muri
e non lo vedo fare il giro dal letto al tavolino
La tenda è chiusa sulla notte
non mi sposto oltre, ho paura sì
di non trovarlo lungo il corridoio
pieno di rimbombi, senza voce
finire col pensare “la traccia si fa debole”
Chiudo tutta la casa, è vuota
e tiene i resti
Soffia l’autunno nell’androne
io foglia frastornata, vado a ricordare
com’eravamo indissolubili (come)
siamo sospesi
sulla marea che non divide
nessuna cosa viva
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
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