Come radice e pianta
Melina Licata
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Mi parlavi spesso del destino
delle sue beffe
per rallegrar momenti senza senso
mentre
il sole rosseggiante all’imbrunire
ci sorprendeva
a sorrider legati
come radice e pianta.
E non è stato un caso
Papà
ma forse il destino
che fossi io ad udir l’ultimo suono
al tuo tramonto.
Un viaggio verso l’immenso, un raggio di luce
lungo la strada
senza ritorno
e la mia, ancora corpo della tua ombra.
Ombra felice
che ancora sento, al sussurrar del vento
come carezza al cuore
nel ricordar tenere parole mentre eri ancora in te
“ insieme, per sempre ricordami,
e... non ti scordar di me”.
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L'autore
Melina Licata
Commenti (4)
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Alberto De Matteis21 settembre 2014
Bei versi, molto toccanti, per ricordare la figura del proprio papà, al quale in maniera filiale ma accorata chiede di essere ricordata... per sempre.
Maria Assunta Maglio22 settembre 2014
Il ricordo di un papà deteriorato dal tempo, che va alla luce del cielo, mentre la sua ombra incombe su l'autrice, che con il cuore l'implora a ricordarla tra i suoi pensieri, bella
Cinzia Gargiulo22 settembre 2014
Un genitore non si dimentica mai e vive per sempre nel cuore d'un figlio. Poesia toccante, molto apprezzata per contenuto e forma.
Lilly C Arcudi25 settembre 2014
"Come radice e pianta", profonda similitudine che l'autrice denota quale intenso legame col padre che ha sorriso alla vita e oltre nel ricordo fino ai giorni della memoria. Molto apprezzata.




