L'emigrante

Migro
lontano da me stesso
attraverso foreste
fitte di memorie informi
randagio
privo di sguardo
migro
tra verità mutabili
dove tutto scorre
e tutto ristagna
mimetizzo il silenzio
con la voce del vento
che sibila e trema
su ferite mai chiuse
di cui non sento dolore
ma nelle quali mi avverto
come l’unico segno
che mi accosta alla vita
e nel mentre arranco
con la mente
che respira altrove
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L'autore
Turan
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