A Nettuno (Santa Maria Goretti)
Un vento leggero e deciso,
spazzava il fuoco di giugno
nel pomeriggio di quel mare antico.
Fresco il santuario si trovava,
luogo di dolore e di preghiera
in quella cripta di moderna opera.
I mosaici facevano corona a quel corpo
troppo presto strappato alle fatiche della terra,
perché hai già amato, bambina, le gioie del cielo.
Quel viso pregavo, nella piega dolce
del perdono, che non piange
la vita perduta ma sorride a quella che salva.
Uno specchio ho visto, illuminato dal sole bruciante
Ho visto tutte le infanzie rubate,
strappate, torturate, uccise,
tolte e perdute.
Ho visto il tuo volto,
figlia mia
che bambina non fosti mai.
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Commenti (1)
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Benedetta Cavazza Miciamalvina15 giugno 2007
che tenero cuore rivela questa umile poesia..inno all'innocenza bella come un fiore..sia esso donato o reciso.