"Il tredicesimo arcano"
Stefano Drakul Canepa
4642 poesie pubblicate
+ Segui

Il tredicesimo arcano
non aveva un sogno da pregare
né un tradimento a cui chiedere vendetta
nella notte che tramava le sue tele
Attendeva i respiri
della prossima ombra da rubare
e temeva il calore già promesso
alle lune senza volto
Cinque petali e cinque gocce rosse
solo il sole nato nelle albe
che sorgono dal lago
in attesa di un giorno che non muore
Il segreto senza nome
mai pronunciato sui germogli neri
negati al mare dell'eterno buio
che prima avvolge e poi tradisce il cuore
Quando il silenzio è solo un muto inganno.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Azar Rudif26 settembre 2014
Una delle lamine dei tarocchi, appunto "la morte", ma in questi versi vi sono i simboli che presentano la Morte come il momento della trasformazione e della rinascita. Come il Sole che sorge dal lato del tramonto, l'inversione del nostro mondo, i cinque petali simbolo di una setta gnostica che predica la rinascita dell'uomo... ecc... Versi che mi parlano del significato esoterico e gnostico della morte come del momento della trasformazione o della possibile rinascita

