Ed è indelebile quel male

Ritorno...
Mentre son viva a metà.
Spiraglio di luce
Mi confonde
Mentre il giorno rischiara
E mi dona riparo
E rimembro...
Ingoiando lacrime di rosso tormento
Il buio ho visto
Era su me
Quel respiro che puzzava di male e di morte
Insolente... frugava
Nella profondità dell’anima
Perché brami la pelle mia?
Inutile e muta domanda
Gettata nel putrido fiume dell’infamia
Rischiarato dalla flebile luce
Dei ceri della speranza.
Ma è amaro quel ritorno...
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L'autore
picciro
Sono il risultato di ciò che i sogni hanno plasmato.. un fiume in piena che riversa dall'anima la voglia del vivere..indipendentemente!
Commenti (2)
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Maria Luisa Bandiera2 ottobre 2014
Quando viene a mancare il rispetto nella vita di una donna e la si oltraggia nel cuore e nell'anima rimane sicuramente un segno profondo e indelebile che fa dire: "sono viva a metà." ...difficile diventa dimenticare... piaciuta ed apprezzata...
Oriella Del Col17 ottobre 2014
Parole come macigni danno misura di una devastazione che supera l'umana misura. Si percepisce intensamente lo sgomento dell'amaro ritorno dove la flebile luce della speranza non rischiara l'indelebile male.


