Donna
lucia curiale
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Mi rialzo.
Lo sguardo è alto e fiero
Va oltre il mio pensiero
sorvola grattacieli
Poi mi giro
E lì la vedo.
E' a terra.
Abbandonata, insudiciata
di mani e odore nauseabondo
Lacerata
nell'anima e nelle vesti
le gambe che si ritirano innocenti
la mano scivola sull'orlo della gonna
che ricopre.
Mi chiedo:
può quello stupido vestito ricoprire e cancellare anche il dolore?
E' lì, la vedo
E' ancora a terra
Gli occhi chiusi
le labbra prima profanate
ora serrate
come barricate
alzate in difesa dal nemico
è guerra!
Ha combattuto
negato ogni facile consumo
graffiato e urlato fino a perdere di muscoli e suoni
padronanza
Irrigidita
Ma le hanno usato la violenza
La vedo
E' lì
E' sempre a terra
Un calcio nel finale le ha storto la mascella
e l'unico barlume di ricordo sono le spalle di quell'uomo che si rialza
è tutto a posto
Mi avvicino e le tendo la mia mano
La sua
è una foglia in balia del vento
staccata dal suo ramo
che vacilla e trema
Allora mi presento
Buongiorno, mi chiamo dignità
e sono DONNA!
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L'autore
lucia curiale
Nata in Puglia, Foggia, il 3 dicembre 1968. La poesia è come un'aria che muove e smuove. "E' la sorpresa, la meraviglia di un qualcosa che accade o è già accaduto ma ci appare comunque nuovo e necessita di chiarimento." (cit) La poesia è anche fiato, respiro, vita... E come tale è per tutti, è di tutti. La poesi
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli3 ottobre 2014
sì... dignità uguale donna... versi che trascinano e coinvolgono dal primo all'ultimo verso... emozionante e melodiosa tocca il cuore del lettore

