"Germi di veleno"
Stefano Drakul Canepa
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Era stato il vento
a portare quei germi di veleno
con le labbra chiuse
quasi addormentate nel suo cielo
Forse un temporale
in quel mattino dal colore strano
con le nubi a far da coro
alla terra che già tremava in nero
Era stata una parola
sussurrata con il suo silenzio
a far morire il giorno
mentre il fiume era distratto
Forse un vasto lago
che mai sarebbe divenuto mare
ed il soffio di un calore
appena immaginato sui quei passi
Appena addormentato, per sempre
Dai miei funesti sogni.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Elena Poldan4 ottobre 2014
Malinconia mista ad un sentire oscuro e tenebroso in cui l'Autore sembra essere in comunione, senza voglia di lasciar nubi e misteri senza sole.

