Come l'edera
Claretta Frau
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Si resta aggrappati alla vita.
Il tempo non affranca
dal boato
che imporpora il suolo.
Un’incrinatura demarca la distanza
del vibrare.
Sorseggia veleno,
l’aridità del deserto.
Poche- edificanti celebrazioni
non sconfinano,
e un pugno di riso
a telecamere accese
non sgonfia- dei bimbi
la pancia.
Gli altri- quelli delle dispense piene
e dal cuore vuoto,
accoccolati su morbidi cuscini
di cenere d'ossa- osservano falciare
il diritto inalienabile alla vita
Intacca l’anima acerba di ogni bambino
la sofferenza.
Qualcuno resiste
aggrappato a un soffio di vita.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Claretta Frau
Sono nata in Sardegna. Ho cominciato a respirare poesia ascoltando mio padre che amava improvvisare in lingua sarda. a scrivere poesie a tredici anni. Lo faccio tuttora spinta da un bisogno quasi viscerale di mettere su carta i pensieri e le emozioni mie, più profonde. Mi piace ogni forma d’arte e sperimentare nuovi mo
Commenti (1)
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Daniela Dessì11 ottobre 2014
Immagini commoventi trasmettono in tv, bimbi ridotti alla fame sopportano atroci sofferenze, ma la di là di uno schermo che divide la nostra da una realtà inconcepibile, si resta fermi a guardare, inermi.

