Metamorfosi Catartica
Marco Canonico Baca8175
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Sto sublimando
in un mondo reale
ove l'urlo mio
risplende di sincerità.
Le mani s'inabissano
in ciò che era vita
ridotto alla semplicità
rotolo nel vissuto.
Ricoperto della mia cenere
posso interpretarmi eternamente
nel tempio del decorso
turlupinando altre membra
che nel teatro vi siano carezze
in grado d'infonder tepore
di modellar angoscia e scempi.
Un timido belato
è il ruggito dell'amore
eco dei miei sospiri.
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L'autore
Marco Canonico Baca8175
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
Commenti (1)
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Mario Bugli18 giugno 2007
Forse è già nel titolo, il significato di questi difficili versi, che esprimono un tormento interiore... e nella chiusa, tutta la loro drammaticità...!

