Osmosi D'Ansie
Marco Canonico Baca8175
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Piegato in un angolo
e su me stesso
provo meraviglia
scrutando rivoli di tristezza
che solcan l'impassibile.
I palmi son vane dighe
che scindono l'umido umore
in agonie e tormenti
affluenti del lago purpureo
ove si disseta irrequieta Ira.
Mi nutre e surclassa
desta la nera giustizia
avvizzisce il candore
scarnifica i sussurri
e mi rende uomo.
Tumido d'orgoglio
e vestito di certezze
scanso i pensieri ingrati
e m'appassiono all'istinto
dei miei nuovi martiri.
Squarcio i ricordi
e dipingo i desideri
con artigli di furore
come preda abbraccio
e sgretolo bianche tuniche.
Ora posso stremare,
finalmente posso giacere
sulla polvere del cordoglio.
©
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L'autore
Marco Canonico Baca8175
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
Commenti (2)
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Mario Bugli19 giugno 2007
Se Marcel Proust non fosse stato sofferente nel corpo e nell'anima non avrebbe scritto il suo capolavoro... purtroppo spesso e la sofferenza che detta le più belle pagine... la tua poesia ne è una prova! Bravo e complimenti.
Pino Penny19 giugno 2007
sì il dolore detta, ispira, parla ai cuori.D'altra parte è storia.


