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Impressioni 24 ottobre 2014 · lettura 1 min · 6245 letture

Anima in gabbia

Giacomo Scimonelli 518 poesie pubblicate
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Stupore rabbia rassegnazione tutto intorno tace... -anima in gabbia vorrebbe volare- Come vetri appannati son gli occhi miei avvolti da fitte nebbie di pensieri paesaggi immaginari che restano tetri sussulti dell’anima ingarbugliati pareti sdrucciole per singole sensazioni -ti specchi ma non sai più chi sei- Ferite adombrate riaffiorano dal male gratuito irrorate laceranti lacrime stonano -per chi pecca esiste solo il rifiuto- Infuriato incredulo ingabbiato tutto intorno tace... -l’Io sincero vorrebbe finalmente urlare- ...anima senza pace non cerca perdono accerchiata e soffocata vorrebbe solo respirare...
#Tristezza#Persecuzione#Anima#Cattiveria#Disperazione
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nella vita si sbaglia... secondo me solo per chi uccide e per chi usa violenza fisica e psicologica non esiste perdono... ma per altri errori penso che si possa perdonare ... anime soffocate da falsi moralisti vengono portate a suicidi veri e propri... suicidi fisici e dell’anima dove per eliminare i sensi di colpa ci vuole una grande capacità interiore che non tutti hanno... sono vicino a coloro che soffrono in silenzio... a coloro che vorrebbero solo respirare

L'autore
Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz

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Commenti (20)

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Ela Gentile24 ottobre 2014

Sensazioni di dolore nei versi, anima costretta come fosse in gabbia, voglia di urlare per liberarsi e trovare finalmente respiro. Coinvolgono questi versi che condivido e apprezzo sempre la spontaneità e sincerità dell'autore nel versare i propri stati d'animo e le proprie sensazioni, senza riserve e senza nascondimenti. Complimenti ...

carla composto24 ottobre 2014

dolore... rabbia... sentita lirica a volte veniamo presi di mira da cattiverie gratuite ...l'animama ne soffre si sente in trappola, in una gabbia ...versi forti incisivi e belli ai quali la valente penna dell'autore ci ha abituato ...sempre il mio sincero plauso

G
Giancarlo Fiaschi24 ottobre 2014

L'errore è parte del comune fardello, non serve ergersi a giudici inflessibili, perché l'oggi non è mai uguale a ieri e perché uno non ha tutti i titoli, per vedere solo l'errore dell'altro. Anche nella vita di coppia... non è la razionalità che tiene assieme due persone, ma è solo quell'odore che appaga nella passione, quella alchimia e quella scintilla che dà forza e regge il timone. Comunque il gioco del giudizio è sovente perpetrato, ma seguir ognuno il sentiero e osservare il suo passo senza abbaiare alla luna... mi sembra la più giusta avventura.

Alberto De Matteis24 ottobre 2014

Anima in pena, che in silenzio soffre per il dolore fisico e psichico, è come se fosse ingabbiata, senza alcuna via d'uscita. Ha voglia di gridare al mondo la sua sofferenza, ma non ne ha il coraggio di farlo. Ed allora? Un aiuto esterno potrebbe essere molto utile. Lirica intensa e profonda per i sentimenti dell'animo umano che esprime.

Sara Acireale24 ottobre 2014

È una società moralista la nostra, una societa ipocrita e perbenista che non "perdona" chi (secondo certe regole) esce fuori dal seminato, chi non riesce a allinearsi, chi svicola da certe direttive. Un essere umano viene lasciato ai margini perché così ha deciso un certo "tribunale integralista". L'anima viene ingabbiata e soffre per la libertà che manca, per i pregiudizi della gente, perché non riesce ad adeguarsi. È in gabbia e scalpita, vorrebbe uscire, evadere, volare ma non può, non le viene permesso. A volte questi "falsi moralisti" che rovinano la vita agli altri sono i peggiori peccatori.

piera tola24 ottobre 2014

Trovo questa poesia stupenda nei versi una sensibilità che va oltre, oltre il male poi che non spetta noi giudicare e il perdono cos'è se non la pace in se stessi. Ma imparare a stare vicino a chi soffre forse darebbe una possibilità di salvezza dell'anima. è un argomento molto forte questo che, tocca molti aspetti nel sociale nel personale, abbracciando una serie di problematiche. Condivido anche la nota e chi veramente soffre è quello che ha tutto da perdere, senza un aiuto non carità ma sensibilità e disponibilità...

Rosita Bottigliero24 ottobre 2014

Mi hai emozionato... versi così ben descritti lasciano intravedere quel perdono che si cerca e che si dà all'anima ... sono versi molto intensi.

B
Bruna Lanza24 ottobre 2014

Non potrà mai perdonare chi non sa perdonarsi, cercherà sempre le sbarre di una prigione, cercherà sempre il rimprovero perché libero non è di accettarsi per quel che è, la rabbia raccontata, vissuta e accettata deve trovare la sua fine in un gesto caritatevole verso il proprio cuore, solo così si impaerà a convivere con se stessi.

Daniela Dessì27 ottobre 2014

Spesso si rimane ingabbiati, prigionieri delle proprie ansie, incapaci di reagire alla sofferenza lacerante, di interagire col mondo esterno del tutto incomprensibile...

Paola Galli27 ottobre 2014

è una sensazione che emerge forte da questi versi! una prigionia non voluta, qualcosa che afferra la gola e non la molla tanto facilmente. Gli errori sono umani fanno parte della nostra essenza e paradossalmente completano la personalità e fanno crescere. Bisogna sempre avere la forza di camminare a testa alta, nonostante la gente... che giudica ed umilia sempre pronta a puntare il dito! nonostante il perdono ognuno di noi vive della propria dignità!

Angela Rainieri27 ottobre 2014

Un'anima prigioniera delle proprie paure, dei propri stati d'animo, del proprio passato le cui ferite spesso riaffiorano nel presente facendosi sentire in modo pressante... Toccante e suggestiva questa lirica che riesce a coinvolgere emotivamente il lettore; profondae bellissima nel messaggio, tanto apprezzata e gradita. Complimenti!

Cinzia Gargiulo29 ottobre 2014

E' più facile giudicare che farsi gli affari propri, questo è un dato assodato. Tuttavia, a mio avviso, occorre che ognuno di noi si rafforzi interiormente ed impari a perdonarsi perché spesso il problema è proprio questo: siamo noi che non riusciamo a perdonare i nostro errori. Dobbiamo imparare a convivere con la nostra fragilità di uomini ed accettare che in quanto tali sbagliamo. Imparare a perdonarsi è il primo passo per ritrovare il nostro equilibrio e la pace interiore, in fondo è dagli errori che s'impara a diventare persone migliori. Lettura interessante che porta a riflettere.

Rita Minniti31 ottobre 2014

In questi versi amaro è il sapore di un pensiero molto forte, rattristato da verità che spesso sfuggono agli occhi di chi è troppo distratto per capire, per sapere, per dare una mano nel bisogno. Aiuto a un'anima che chiede solo di aprire una finestra al mondo e volare verso l'amore, il bene, la vita! Ma... non è sempre così e quando ci si trova in gabbia il difficile è uscirne, il difficile è avere la forza di spezzare quel lugubre silenzio che soffoca in gola. Un silenzio muto, un silenzio che, nell'ultimo verso come scrive l'autore, "vorrebbe solo respirare".

C

uno stato angoscioso ben descritto, il desiderio di evadere si fa prorompente, bel testo

Francesco Rossi3 novembre 2014

Uscire allo scoperto, non un senso di evasione io interpreto ma un calarsi in una realtà dove non esistono barriere e pregiudizi.

D
Dany Blasi30 ottobre 2016

Una lirica che appartiene alla sfera dell'anima e dei suoi sentimenti di dolore ed estrema sofferenza. Lascia il lettore imbevuto dell'amarezza dei suoi versi... scritti con la penna intrisa nell'inchiostro dell'anima. Plausi sentiti e forti ...

Luciano Capaldo30 ottobre 2016

Una lirca sempre più attuale malgrado siano passati solo due anni dalla sua creazione. Credo che la lirica ed anche la nota diano un'idea di cosa significhi l'errore, nella sua umanità, ed il perdono stesso, quello terreno che spesso viene concesso quasi fosse divino attendendo che l'anima si disintegri e con essa l'uomo. Forse ci sono errori che vanno perdonati subito ma chi può dire oggettivamente quale sia l'entità del danno causata da un errore... tutto è soggettivo come avvertire lo stesso peso dell'errore non perdonato. Credo che tutto faccia parte di un mosaico molto più ampio dove tutto si confonde in un equilibrio... strano. Sentita lirica e versi di grande capacità poetica, evocativa coinvolgente. caro amico

Anna Di Principe30 ottobre 2016

Uno stato d'animo sofferente, che esprime tutta la necessità di liberarsi dalle catene di giudizi gratuiti... e come versifica il Poeta nasce un senso di frustrazione e rammarico, che prostra anche la persona più forte. Amabilità e perdono devono far parte del nostro modo di vivere, proprio per stare in pace con la propria anima e per non addolorare gli altri esseri umani... una Poesia sempre attuale, che implica sentimenti ed emozioni. Il mio elogio per l'alta qualità stilistica e contenuto di spessore!

Giovanni Ghione30 ottobre 2016

I sentimenti dell'anima vengono ingabbiati da pregiudizi che talvolta portano ad esclusione sociale. Queste impressioni veritiere sono un grido di dolore degli emarginati che per varie cause dovute ad incomprensioni o peggio ad egoismo del prossimo possono rovinare l'esistenza di parecchie persone. Nella condivisione. Elogio!

rosanna gazzaniga4 novembre 2016

Versi amari dai quali traspare una intima sofferenza... versi che si mutano in bellezza nel comprendere la grande sensibilità del poeta...