Clochard
Ti guardo tendermi la mano,
nei tuoi occhi c'è dolcezza,
per te il domani è più lontano,
e sempre pieno di tristezza.
Fare il vagabondo, non è facile perché
tanta gente indifferente,
si dimentica di te.
E quando viene sera,
avanza il buio sulla testa,
mentre gli altri fanno già
altrove una gran festa.
Quando ti risvegli,
sei solo coi tuoi cartoni,
senza un soldo maledetto
dentro ai pantaloni.
Ti ritrovo ancora lì,
sulla solita panchina,
di sicuro non farai tardi,
a lavoro stamattina.
Senza batter ciglio,
ti aggiusti un po' la barba,
riprendi la giornata
e aspetti un altra persona... che ti guarda.
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L'autore
Alessandro Righini
Alessandro Righini, imprenditore, nato a Piombino nel 1965, dopo aver trascorso l'infanzia e l'adolescenza a Piombino, dal 1989 si trasferisce a Cecina, e poi da li Imperia, Roma, Milano, Bucarest ed infine ritorna in Toscana nel 2012. Fin dal 1990 ha coltivato la passione per la poesia e la scrittura, e certamente l
Commenti (1)
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Selene Rossi31 ottobre 2014
Poesia molto intensa e vera, la triste realtà dei Clochard e l'indifferenza della moltitudine di gente che Ti "guarda" come se fossi un fantasma. Indifferenza che esiste oramai quasi ovunque, perché triste verità è che le persone di cuore, dal cuore puro, sono rimaste davvero in poche. Il mio elogio a questi versi. Complimenti!
