Una carezza che il buio decora
Giuseppe Fulco
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La tua carezza è un lume che il buio decora:
esile la tua mano smuove il pantano
e dinanzi a tal dolcezza la mia implora
di librarsi dal marciume in cui giace invano.
Sotto un ciel senza ombra né sapor notturno
hai cosparso l’affetto che non intendo negare
e sulla pira del mio morir taciturno
apri la foce d’ un dolce vagare.
Sul tuo ventre, onda perpetua d’ un mar quieto,
ripongo le vele e m’ abbandono,
come il mattino su un sole mansueto
quando gli porge l’alba in dono.
Poi fuggi mia cara col rossore al viso
ch’ è fragile come un passo sbieco
e t’ incornicia il roseo riso
lasciandomi inerme, solo e cieco.
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L'autore
Giuseppe Fulco
Nasco il 27/02/1980 a Reggio Calabria. Trascorro i primi anni di vita con mia madre e mia sorella. Anni interrotti da brevi incontri con mio padre che per motivi di lavoro si trasferì in provincia di Cuneo pochi mesi dopo la mia nascita. All' età di cinque anni mi trasferìì definitivamente con tutta la famiglia nella
Commenti (1)
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catherine28 ottobre 2014
Quanta forza in quella carezza che illumina il buio e scuote l'animo dallo stato sedentario, aprendogli "la foce d'un dolce vagare ". La nota malinconica finale esalta, per contrasto, la dolcezza e la delicatezza di tutta la lirica. Complimenti!
