Nelle cattedrali dogmatiche delle nostre convinzioni
Francesco Falconetti
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E ci perdiamo, noi
nelle cattedrali dogmatiche delle nostre convinzioni,
illusi dal nostro così distante
perequare immagini e speranze
(verbi coniugati con desinenze accentate)
di essere diversi, unici in questa dannata esistenza (ma, poi, perché dovremmo?)
e, poi (non sempre), una dolce Maria senza cognome
ci fa sentire (ma non per molto) altro,
visionari fantastici di noi,
astucci preziosi dai trentasei colori,
in un universo banalmente in bianco e nero
dove sogniamo (illusi) di poter cambiare
quel male recondito (ma non troppo) che respiriamo
e che ci condanna,
uomini soli dalle fragili ali.
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
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