Moksha
Willy Zini
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Barcollando tra un sogno
e l'altro, la coscienza appena
appena sfumava.
Come fossi un pendolo
oscillavo tra la veglia sognante
ed il sogno cosciente.
I miei occhi s'ingannavano:
il tempo si sfaldava
ora scorreva verticale
ora orizzontale.
Vedevo una grande tenda
chiudersi
aprirsi
allargarsi
soffocarmi.
Tremavano
i miei timpani di vetro
un cinguettio stridulo,
una folle arpia!
La bestia squarciava
il velo di Maya
che m'ipnotizzava.
L'arpia era cavalcata
da un bellissimo giovane,
forse un leone
forse un Dio con la feretra:
ansimavo di fronte
all'idilliaca apparizione,
nel viso del Dio riconobbi l'espressione
che Zorzi da Castelfranco
ritrasse con il suo pennello tonale!
L'arpia ora volava impazzita
urlava roteando
i vetri si frantumavano
e così le mie certezze
di cartapesta.
Il divino giovane
scagliò la sua freccia
che andò a conficcarsi
dritta nel mio cuore
trafisse il nucleo
della mia carcassa malinconica
venni ingoiato
da un caleidoscopio di sensazioni:
vidi il viso barbuto di Darwin
tumefarsi,
il suo corpo e la sua teoria
decomporsi,
un bimbo che scagliava dei dadi
ed il mondo roteare
al contrario...
Sentivo sentivo
di morire,
ma la vita mai
così intensamente
mi pulsò in petto!
©
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L'autore
Willy Zini
Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I
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