Tozzi di pane per quattro piccioni
Hariseldom
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Tozzi di pane
briciole sulla terra
omaggio di una vecchia
venuta da Roma o da Gibilterra.
Quel che rimane
davanti alla catapecchia
di un giorno che muore
di un sogno di dolore.
Il primo piccione
era una prostituta
lavorava in via Stalingrado
quando Bologna
sapeva d'aglio e cipolla.
Il secondo piccione
era un guardone
politico stimato
ma spesso tra i cespugli
lo trovavi infrattato
Il terzo piccione
era un prete
di quelli del rosario
e delle gite
dove appaiono e scompaiono
figure ammantate.
L'ultimo piccione
il più furbacchione
era un'impiegata
del comune di Licata
portava la minigonna
e andava con il sindaco
e collega di stanza.
Quattro piccioni
quattro imbroglioni
ora sull'erba
a dividersi quel pane
e lontano una sirena
del porto di Pescara
annuncia l'arrivo
del campione dell'ultima gara.
Io
reincarnato signore
osservo e annoto
e bacio
la vecchia del pane
in una vita diversa
eravamo insieme
sotto l'albero nano
a parlare di Gerusalemme
e della conta dei nati.
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