"Lacrime per i caduti"
Stefano Drakul Canepa
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Lacrime per i caduti
di qualche strana guerra
perduta in qualche lago
di una terra ignota
Danze per i silenzi
abbandonati alla mattina
dopo un volo inerte
contemplato dalle stelle
E il tramonto avrà pietà
forse un fiore rosso
col sangue ed un germoglio
di un deserto inascoltato
L'ululato dell'immenso
che il cuore ha conservato
per le notti lunghe,
senza una luna da baciare
Senza un cielo da pregare.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Catia Dinoni4 novembre 2014
Versi che giungono come quel fiume di lacrime versate per le innumerevoli vittime di guerre in nome di qualcosa (...), la solitudine di anime lasciate al suolo in terre lontane, sulle anonime rive disgraziate che si sono rese tombe eterne, dove nessuno porta un fiore... quante vi sono dimenticate, quanto ancora da dire... una preghiera non basta. Bravo l'autore che come sempre sa scrivere con sensibilità temi scottanti.

