Sull'autobus

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Sembriamo piccoli mondi incapsulati e spinti da un immaginario perverso che vorrebbe far pagare agli altri ciò che ci è appena capitato, così si scontrano le generazioni... Ma quello che l'autrice qui mette in risalto è come ci si relaziona agli altri, quel sentire forte un alone di perduta voglia di armonico stare tra le persone che permette alla maleducazione di avere la meglio... Ed è vero, non conta l'età, ma un profondo menefreghismo dilagante... gas nervino e anidride carbonica
In tanti si sono ritrovati in queste situazioni, ma non tutti riescono a scrivere di tutto questo. Sembra facile, ma, se non si provano certe sensazioni, direi anche sgradevoli e fastidiose, non si riesce a esternarne il pensiero! L’autrice, con sagace interpretazione, lo ha fatto con scioltezza e grande proprietà di linguaggio. Ogni strofa è ben calibrata col pensiero e, tra le pieghe, si riesce a cogliere anche rabbia e ribellione contro, purtroppo, un’un alternativa che non c’è… perché ci vorrebbe civiltà, rispetto ed educazione. Basterebbe poco anche per rendere questi momenti socievoli e costruttivi… ma non è così.


