Chi è quel mostro
Daniela Dessì
1195 poesie pubblicate
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Fingere di amare
per non soccombere,
obbedire a malincuore
incassando pugni nello stomaco,
uno dopo l'altro come raffica violenta
s'insinua nella pelle
l'odore della paura,
il terrore carpito negli occhi tersi di lacrime
trattenute per apparire più forte,
sostenere da sola il peso delle sconfitte
per non condividere il dolore invisibile
custodito in segreto,
cullato tra le pareti di una stanza impenetrabile.
L'odio covato nel cuor malvagio
ha distrutto le fattezze del delicato viso,
traspare il gonfiore violaceo
tra le labbra disfatte
vien meno la luce di un sorriso.
Chi è quel mostro che ha osato colpirti
senza un briciolo di pietà
e infierire sul corpo torturato dalle percosse,
mucchio d'ossa spente
piegate all'altrui volere,
sottomessa alla forza bruta
con ricatto e abili sotterfugi
per non sottrarti
a un'esistenza di clausura
reclusa tra le odiose mura,
le inferriate alle finestre
da cui sporgono mani sottili
in richiesta d'aiuto,
boccheggi
catturando un soffio d'aria,
soffocata dal cuscino che preme sulla testa
nelle lunghe notti di abbandono,
quando non piovono stelle
trafitte dalle infinite delusioni
disperse all'orizzonte
mentre incubi devastanti mutilano una parte di te
sepolta in un abisso di morte,
l'oscuro cielo
diventa un manto lugubre di sofferta solitudine
ad avvolgerti il buio,
pur così vasto da annegarci dentro
non basta a mitigare il gelo dell'anima.
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
Commenti (2)
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Alberto De Matteis8 novembre 2014
In questa lirica dalle struggenti parole ed immagini, par di udire l'eco, che proviene da un cuore straziato, delle grida disperate d'una donna che soggiace alle voglie d'un mostro.
Ventola raffaele9 novembre 2014
Questo non è amare me una condizione qui la donna viene sottomessa e approfittata con violenza morale e fisica. Versi molto belli anche se tristi.


