Il paradiso del pescatore

Matilde Marcuzzo nasce nel 1977 a Lamezia terme, in provincia di Catanzaro. Si laurea a Salerno in Lingue e letterature straniere. La scrittura, la cultura di altri popoli e i viaggi, sono sue passioni privilegiate. Ama la lettura e la poesia, predilige scrittori come Garcia Marquez, Neruda, Baudelaire, J. Rhys, Baric
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Ritrovo qui una figlia che ripercorre un momento di insegnamento dettato dal proprio padre mentre attraverso una sua passione cerca di trasmettere saggezza di vita. Al di là di ciò che poi ha voluto consegnare nel cuore di Matilde, trovo bella questa poesia che riprende un grande valore e lo esalta con molta delicatezza. L'ascolto di chi amiamo, quando ci parla attraverso, quando non volendoci svelare subito la tristezza di alcuni lati della vita, li addolcisce per diluirne la possibile amarezza con dosi di speranza.
In questi versi trovo tutta l'emozione fuoriuscire dall'ingenuità consapevole di un padre che spiega quello che gli è stato insegnato e che trasmette di bontà a quella figlia che prima o poi capirà...Da bambini i sogni si vedono... i fortunati da adulti li vivono...
Un mondo incantato quello dei ricordi, si scoprono momenti vissuti all'ombra del passato, crescendo ritornano vivi alla mente, dove tutto riemerge con malinconia che desta nostaglia... I sogni dentro ogni bambino sono utopie concrete, crescendo diventano come quei pesciolini tristi, ma con tanti piccoli sogni, un futuro migliore è sempre possibile , l'importante, non farsi cambiare dal mondo...
Da interpretare e custodire come prezioso insegnamento, l'importanza di tramandare un ricordo, un gesto, una parola, significa aver colto il senso che accomuna il nostro vivere e questa vita, tra questi delicati versi, tutta la forza espressiva che una figura paterna trasmette alla figlia, ed è bello vedere che questa percezione è stata capita, e qui estesa con profonda consapevolezza, galleggiando tra malinconia e dolcezza.
Sensazioni uniche in questi delicati versi, un tempo dei ricordi che emerge in un fiume di nostalgia che morde l'anima. La voce del padre che da una spiegazione e un insegnamento di vita. Versi scritti in modo magistrale e che emozionano il lettore.
Poesia che mi ha colpito davvero molto per la semplicità col quale vengono rappresentate queste immagini, a volte paradossali "La fauna era ella stessa triste e felice di lasciarsi morire" nella quale possiamo comprendere come i pesci sono felici di morire per partecipare al bene della "comunità vivente" sulla terra. E allora il tutto rientra nel ciclo della vita, l'eterna ruota che gira, il continuo ciclo di nascita e morte che mantengono l'equilibrio che sembra regolare l'universo tutto.
Testo struggente di retaggio antico Memoria e sangue e radici che si rinnova in un movimento ancestrale. !







