Epitaffio L'Arbitro
Mi riempirono a ogni gara
le orecchie di fischi
e sulla mia testa auspicarono
montagne di corna
Ora qui giaccio costretto
su questa collina indomita al male
ove il vento vibra croci
e le pone fermaglio alle anime irrequiete,
gioca a ping pong con le lapidi
usa a cornamusa portafiori bucati
a fruste i cipressi
a tamburo loculi vuoti
e a flauto erba falasca
Tutto ricorda
trambusti allo stadio
ma ciò più che toglie pace
il vento maestrale,
vortica sotto ali marmoree di angeli
e fischia, fischia, fischia
proprio come allora agli stadi
fiiiiuuuuuuuuuuuuuuuuuu
Oh! Signore, poni fine
per sempre a questa
mia ultima gara
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