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Sociale 9 novembre 2014 · lettura 1 min · 1412 letture

Vergogna

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Griffe sulle cravatte, sulle mutande e sulle unghie artigli prensili sui trespoli d'oro cacatua parlano a cappella, che pene! sono poveri uomini, furbi però. Promesse come piene, tracimano, inondano uomini poveri che votano, corvi che spolpano car... casse spargono acida merda tutt'intorno. La vita passerà sempre in pensione, povere famiglie solo qualche milione, famiglie povere raccolgono piluccature di sedano qualche fradicio pomodoro per il minestrone. Il venticello del mulo partorisce un potente povero uomo, furbo però, la puzza la lascia agl altri che insufflano e odono il trombone quando suona gli uomini poveri credono che la banda suoni a festa... ...la banda invece agli uomini poveri ... fa sempre la festa.
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L'operaio, il salariato, tu chianami se vuoi colui che produce pluslavoro, e pluvalore per i capitalisti che oggi si chiamano imprenditori e danno mazzette alla politica o no? Ad ottobre si fanno sempre le rivoluzioni o no? Io ci sto, ci son sempre stato e sempre ci sarò, o no? SI!!!!!

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Paolo Morganti
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Commenti (1)

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Hariseldom9 novembre 2014

testo che cerca il facile consenso, va molto di moda in questo periodo. Naturalmente omette di dare la soluzione, perché la soluzione non genera più consenso addentrandosi necessariamente nelle scelte politiche ed è per questo che il testo non lo condivido. Preferisco chi sceglie da che parte stare come quel soldato alla stazione ne " i dieci giorni che sconvolsero il mondo".