Spero sia, solo delirio (mio)
Non so se esiste o solo io lo penso e pochi altriun mondo parallelo che sovrasta il nostro agire.Male e bene si scontrano in eterno e l’onda cheprevale, rilancia ogni giorno il seme sulla terra. Pazzia discende su di noi, come zucchero velatoa mescere giustizia con stati d’animo imbiancatiquando si decreta Vero solo ciò che più convienee lacrime urlate piangono l’etere rubato al Giusto. Pietà o Dio da troppi ceri affumicato.A tua immagine hai formato chi ti vede nel creatoe libertà in eterno hai confermato, mentreTuo Figlio coronatosu due pali messi a croce ha perdonato. Sacrificio imposto da mistero di follianon voluto, così come quel gestoinfame, del patriarca amato Abramo. A quando?Dio giusto dai tanti nomi, stanco di sospiri alla derivadi nuovo volgerai il Tuo sguardo altrove, come allora?Un resto di coscienza arderà ancora su altari riciclatinell’odio scambiato per onore in deliri di ogni tempo? “Nel dopo di una crisisorpreso, sento della mano il suo -toccarmi:Non si sa mai, avverto.Mase voglio viveretendo una mano attorno e l’altra, tiene pronta una matita.”
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
g
Tutte le opere →
L'autore
giampietro corvi c
"Biografia di uno scrivente” Gli hanno detto che è nato al Gozzadini di Bologna il 4 luglio di qualche lustro fa, di sette mesi, per giunta scarsi. La prima scuola frequentata è stata l’Università del Morazzo (così chiamata con nostalgico bene, ancora dai superstiti): un ex magazzino agricolo nell’estrema periferia
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!