Poesia che mi guardi
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
Commenti (1)
è davvero difficile riuscire a scrivere quello che si sente, è l'opera di uno che vuole provare a fare lo scultore e non ha strumenti, a volte, o di uno che si ritrova davanti ad una donna pronta a partorire e non è un medico, né un'ostetrica! la forma dei versi è congruente al significato del testo: si allunga, come per tirare fuori qualcosa, nella prima parte, si restringe infine per entrare nel varco profondo ed intimo del proprio sentire. molto bella.

