E’ un poema moderno il nostro stare distanti
Francesco Falconetti
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E’ un poema moderno il nostro stare distanti,
né Iliade né Odissea,
nessuna tela tesse Penelope
ed Ulisse sta seduto in poltrona
a sorseggiare caffè
- Joyce sorriderebbe -
E’ una storia, effettivamente, bizzarra
nemmeno una lettera,
né ceralacca.
Ai profani, che non conoscono Paride
né, tantomeno, Achille,
fa tanto di jeans anni ‘80
scoloriti negli anni
da pioni e quarks,
più o meno in (di) visibili,
che sghignazzano
tra effetti tunnel immaginari
e protosincrotroni.
©
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (2)
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Rosita Bottigliero13 novembre 2014
Cerchiamo. sempre di imitare qualcuno o qualcosa... ma la vita corre via... Versi meditativi. ... molto interessante
carla vercelli6 giugno 2015
Particolarissima, interessante, autoironica, già dal titolo che dischiude un mondo letterario e non solo. Difatti il poeta passa con disinvoltura da riferimenti classici, a Joyce... ai jeans anni '80... Forse è un viaggio alla ricerca di quello che c'è di letterario e quindi immaginario e immaginifico nella propria storia personale. Molto bella ed apprezzata.


