Viale d'Autunno
Paride Giangiacomi
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Il viale incandescente di luci
obnubila allo sguardo
il cielo, mia anelata meta.
Appollaiato sul muretto,
distendo le membra
e allungo le mani,
per volare oltre i tigli centenari
che conquistavo, da bambino;
le mura silenti, merlate,
ricovero di taccole e piccioni;
la chiesa di Sant'Agostino,
incappucciata come adepto di setta.
E respirare profondamente,
prima di un ultimo balzo,
perquisito dal vento Amico
che riconosco, che mi saluta
con un buffetto delle dita.
E ritagliare uno spicchio di stellato cielo
per serbarlo nell'Anima.
Il vento un po’ si cheta,
infierendo impietoso sugli alberi, custodi del tempo,
che chinano in riverenza le chiome,
perdendo infiniti petali,
lacrime dalla loro anima...
E la melodia che calpesto
la fischietto
sul viale del vagabondar terreno...
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Paride Giangiacomi
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